La bocca e il viso, le donne di Dante

Conferenza

“La bocca e il viso, le donne di Dante”

Intervento del prof. L. Rino Caputo

Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “Tor Vergata”

31 Gennaio 2018 ore 11,00

Aula Magna ITS “Arturo Bianchini”

 

 Le donne prese in considerazione sono Francesca da Rimini, Pia de’ Tolomei e Piccarda Donati, in virtù delle loro difficili vite e come rappresentanti una situazione frequente, in un’epoca in cui la donna era considerata al pari di un oggetto.

FRANCESCA DA RIMINI

-INFERNO, II CERCHIO, LUSSURIOSI, CANTO V

Francesca, figlia del signore di Ravenna, Guido da Polenta, sposò Gianciotto Malatesta, signore di Rimini. Si innamorò, ed ebbe una storia extraconiugale con il fratello del marito, Paolo. Quando Gianciotto venne a conoscenza dell’adulterio li uccise entrambi. Non pentendosi del peccato commesso finirono nel II cerchio infernale, quello dei lussuriosi, dove, per la legge del contrappasso, così come in vita si lasciarono trascinare dalla passione, così nell’Inferno sono travolti da un vento perenne e impetuoso.

Versi: 97-108

“[…]Siede la terra dove nata fui

sulla marina dove’l Po’ discende

per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentile ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona, 

mi del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense” […].

PIA DE’ TOLOMEI

-PURGATORIO, ANTIPURGATORIO (2°BALZO), NEGLIGENTI, CANTO V

Pia de’ Tolomei fu uccisa dal marito, Paganello de’ Pannocchieschi, o per gelosia o perché questi potesse sposare l’amante, Margherita Aldobrandeschi. Pare che l’abbia fatta spingere da una finestra del castello da un servo. Pia fa parte delle anime morte di morte violenta, che si pentirono solo in fin di vita dei loro peccati e che rimangono nell’antipurgatorio per un tempo pari alla durata della loro vita terrena.

Versi: 130-136.

“Deh, quando tu sarai tornato al mondo

e riposato della lunga via”, 

seguitò ‘l terzo spirito al secondo,

“ricorditi di me, che son la Pia;

Siena mi fé, disfecemi Maremma:

salsi colui che ‘nnanellata pria

disposando m’avea con la sua gemma”.

PICCARDA DONATI

PARADISO, CIELO DELLA LUNA (1° CIELO), SPIRITI MANCATI AI VOTI, CANTO III

Figlia di Simone Donati, Piccarda era una giovane bellissima e molto religiosa, tanto da decidere di farsi monaca secondo la regola di Santa Chiara. Fu costretta dal fratello Corso, capo dei Guelfi neri, a sposare Rossellino della Tosa, uomo violento a cui era promessa. Piccarda morì di malattia poco dopo. 

Versi: 46-57

 

I’ fui nel mondo vergine sorella;
e se la mente tua ben sé riguarda,
non mi ti celerà l’esser più bella,

ma riconoscerai ch’i’ son Piccarda,
che, posta qui con questi altri beati,
beata sono in la spera più tarda.

Li nostri affetti, che solo infiammati
son nel piacer de lo Spirito Santo,
letizian del suo ordine formati.

E questa sorte che par giù cotanto,
però n’è data, perché fuor negletti
li nostri voti, e vòti in alcun canto».

Versi: 103-108.

Dal mondo, per seguirla, giovinetta
fuggi’mi, e nel suo abito mi chiusi
e promisi la via de la sua setta.

Uomini poi, a mal più ch’a bene usi,
fuor mi rapiron de la dolce chiostra:
Iddio si sa qual poi mia vita fusi.

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